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CFP – Digitaleft/Come la sinistra pensa il digitale, come il digitale cambia la sinistra. Digitaleft/How the Left conceives digital innovation, how digital innovation is changing the Left (deadline 30/9/20)






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L’innovazione digitale sembra incastrare partiti e movimenti di sinistra in una impasse che ne condiziona identità e performance elettorali.

Da un lato, in molti salutano le nuove tecnologie come leva di trasformazione politica favorevole alle realizzazione di valori ed idee progressiste. La network society promette uguaglianza attraverso cooperazione e condivisione; trasparenza nei meccanismi di funzionamento del potere; forme più efficaci di democrazia diretta; abbattimento dei costi di organizzazione e partecipazione ai movimenti sociali, nuove modalità di organizzazione dei partiti politici; un’economia meno succube delle rendite di posizione e aperta al contributo delle startup; accesso illimitato alle informazioni; riallineamento del potere di reciproca influenza tra consumatori e produttori.

Dall’altro, è ormai acclarata e oggetto di sguardo critico la riconfigurazione contemporanea del capitalismo “della sorveglianza” (Zuboff) o “delle piattaforme” (Srnicek), fondato sui dati (e non la conoscenza o la creatività) come nuovo fattore produttivo. Un assetto semi-monopolistico in cui non è più il tempo di lavoro non retribuito la fonte del plusvalore ma ogni aspetto della vita umana.

L’orizzontalità sembra ribaltarsi in un’accumulazione di potere inedita, priva di contrappesi politici. La trasparenza dei processi decisionali ha incrociato i casi Snowden (2013) e Cambridge Analytica (2018), mostrando una infrastruttura ed un’industria impotenti (o complici) di fronte a negazione della privacy e microtargeting elettorale aggressivo.

Stretta in un’afasia che abbina fascinazione acritica e paura del nuovo, la sinistra occidentale ha visto la contraddizione descritta esplodere nel 2016 con la campagna elettorale di Donald Trump, osteggiato dalla Silicon Valley ma supportato dall’utilizzo di Twitter e dall’attivismo dei militanti su Reddit e 4chan. La sua elezione segna uno spartiacque nel rapporto tra politica e digitale: da allora le formazioni populiste di destra o sovraniste si mostrano maggiormente in grado di capitalizzare l’immediatezza della comunicazione digitale e convertirla in risposte soddisfacenti alle incertezze politico-economiche.

Iconocrazia dedica un numero monografico al rapporto tra rivoluzione digitale e sinistra che raccoglierà contributi politologici, sociologici e mediologici (teorici o empirici), che abbiano l’ambizione di affrontare i nodi irrisolti di tale questione. In particolar modo sono sollecitati contributi che rispondano a due macro-interrogativi per i quali proponiamo a titolo esemplificativo alcuni campi di ricerca:

Come la sinistra pensa il digitale?

Quale ruolo assegna all’innovazione digitale il pensiero critico: forza liberatrice dalla repressione burocratica, nazionale, industriale o un fattore destabilizzante che alimenta frammentazione, individualismo e sottrae potere alle autorità pubbliche?

Quale impatto ha la rivoluzione digitale su un tema cardine della modernità come la sovranità? In che modo la sinistra si rapporta con le nuove opportunità di partecipazione digitale, l’attualità della democrazia diretta e il coniugarsi con la democrazia rappresentativa?

Le diverse strategie che i governi stanno adottando sull’innovazione digitale stanno trasformando gli equilibri geopolitici globali?

Come il digitale cambia la sinistra?

I partiti di sinistra e i movimenti sociali critici con il neoliberismo in che modo sono stati in grado di usare l’innovazione digitale per allargare gli spazi di democrazia e di partecipazione alla politica? Quali sono le esperienze più significative?

Quale è lo stato del dibattito all’interno della sinistra sul governo dell’innovazione digitale (contrasto alla tendenza al monopolio o oligopolio dei dati, controllo pubblico degli stessi, trasformazioni occupazionali legate all’automazione, fiscali legate alle grandi corporations e urbanistiche legate alla gentrificazione digitale)?

Quale relazione c’è o può esserci tra populismo di sinistra e innovazione digitale?

Le relazioni con elettorato, media e opinione pubblica.

Gli strumenti di informazione, comunicazione o propaganda utilizzati, anche in comparazione internazionale o con forze politiche di diverso schieramento.

L’effetto delle spinte alla leaderizzazione, emozionalizzazione, spettacolarizzazione dei nuovi media sugli assetti valoriali e organizzativi della sinistra contemporanea.

La disintermediazione informativa che indebolisce i sistemi esperti dell’accademia, della scienza, del giornalismo, dell’editoria, tradizionali bacini elettorali progressisti.

Deadline

Invio abstract (300 parole + bibliografia): 30 settembre 2020

Si prega di inviare gli abstract a tutti gli indirizzi: info@iconocrazia.it; sabino.dichio@uniba.it; ferraraalfredo@hotmail.com

Selezione abstract: 20 ottobre 2020

Invio paper completi: 1 dicembre 2020

Parere Referees: 31 gennaio 2021

Consegna paper corretti (6000 parole): 1 marzo 2021

Pubblicazione: marzo/aprile 2021

Digitaleft
How the Left conceives digital innovation, how digital innovation is
changing the Left. Theories, practices, conflicts.


Digital innovation seems to entrap left-wing parties and movements in an
impasse that affects their identity as well as their electoral performance.
On the one hand, many people hail new technologies as a potential lever of
political transformation towards the realization of progressive values and
ideas. The network society promises equality, cooperation, and sharing
through more transparency in the mechanisms of political power and more
effective forms of direct democracy; by lowering the costs of organization
and participation in social movements; by creating new ways of organizing
political parties; by means of a more democratic economy, less succumbing
to advantage positions and more open to the contribution of start-ups; by
providing unlimited access to information; through the realignment of the
power of mutual influence between consumers and producers.
On the other hand, the contemporary reconfiguration of “surveillance”
(Zuboff) or “platform” (Srnicek) capitalism, based on data (instead of
knowledge or creativity) as a new productive factor, is now both a given
fact as well as the object of critical scrutiny. These new forms of capitalism are seen as a semi-monopolistic structure in which the source of
surplus value no longer lies in unpaid working time, but in every aspect of
human life.
The much-promised horizontality of digital technologies seems to overturn
into an unprecedented accumulation of power without political
counterbalances. The transparency of decision-making processes has brought along the Snowden (2013) and Cambridge Analytica (2018) cases, showing an impotent (or accomplice) infrastructure and industry in the face of privacy denial and aggressive electoral microtargeting.
Tightened in an aphasia that combines uncritical fascination and fear of
the new, the Western Left saw this contradiction explode in 2016 with the
campaign of Donald Trump, opposed by the Silicon Valley enterprises but
supported by the use of Twitter and militant activism on Reddit and 4chan.
His election marked a watershed and a reversal in the relationship between politics and digital technology: since then, right-wing populist or
sovereignist formations have shown themselves more capable of capitalizing on the immediacy of digital communication and converting it into satisfactory responses to political and economic uncertainties.
Iconocrazia is preparing a special issue on the relationship between the
digital revolution and the Left, welcoming theoretical and empirical contributions that seek to address the unresolved issues of this phenomenon from political, sociological, and media field of studies. In particular, articles that respond to the two following macro-interrogatives:

*⦁ How does the Left conceive digital innovation?*
– What role does critical thinking assign to digital innovation: a
liberating force from bureaucratic, national, industrial repression or a
destabilizing factor that feeds fragmentation and individualism, taking
power away from public authorities?
– What impact does the digital revolution have on a key theme of modernity such as sovereignty? How does the Left relate to the new opportunities for digital participation, to the actuality of direct democracy, and to representative democracy?
– Are the different strategies that governments are adopting to digital
innovation transforming global geopolitical balances?

*⦁ How is digital innovation changing the Left?*
– How have left-wing parties and social movements been able to use digital
innovation to broaden the spaces for democracy and participation in
politics? What are the most significant experiences?
– What is the state of the debate within the Left on the governance of
digital innovation (contrast to the trend towards monopoly or oligopoly of
data, public control of data, employment changes linked to automation,
fiscal changes linked to large corporations and urban planning linked to
digital gentrification)?
– What is (or could be) the relationship between leftist populism and
digital innovation?
– Relationships with the electorate, media, and public opinion.
– The employed instruments of information, communication, or propaganda,
also through a cross-case comparative analysis.
– The effect of the thrust towards leadership, emotionalization,
spectacularization of the new media on the values and organizational
structures of the contemporary Left.
– The information disintermediation that weakens the expertise from
academia, science, journalism, publishing, and traditional progressive
electoral basins.